Proposte pratiche di sport integrato a scuola
In occasione della Giornata della Disabilità, nella data del 3 dicembre sarebbe interessante proporre un’UdA sullo sport adattato e integrato che promuova nei nostri discenti inclusione e cittadinanza attiva. La finalità del percorso formativo è quella di favorire la partecipazione attiva di tutti gli studenti, valorizzando le differenze, la cooperazione e il rispetto, usando l’attività sportiva come mezzo di cura.
Competenze attese: riflettere sull’esperienza vissuta, collaborare con rispetto per obiettivi comuni, rispettare le regole adattate dei giochi proposti, favorire l’ascolto e la cura.
OSA: promuovere atteggiamenti inclusivi, migliorando le soft skills.
Conoscenze: differenza tra sport adattato e integrato; conoscere la storia del CIP, di Guttmann e i valori paralimpici; conoscere le regole del sitting volley, del rafroball, e del torball.
Abilità: saper giocare adattando le regole al contesto; saper lavorare in gruppo con empatia.
Interdisciplinarità: educazione fisica/scienze motorie, storia, educazione civica.
Compito di realtà: realizzare un articolo (o un prodotto multimediale) per i social della scuola con slogan, immagini, foto, parole significative.
PRIMA E SECONDA LEZIONE: SITTING VOLLEY
Spiegazione del campo di gioco e delle regole.
Parte pratica di attivazione: seduti a terra, gli allievi si spostano solo con l’utilizzo delle braccia su indicazione del docente, prima lentamente, poi sempre più velocemente; da posizione seduta, su indicazione del docente, si spostano in decubito laterale a dx e a sx con la spinta degli arti superiori; da seduti, passano alle posizioni supina e prona in base alle indicazioni date dal docente; si spingono indietro e lateralmente, rotolando sulle spalle. Le indicazioni del docente saranno date con un fischietto con questa modalità: 1 fischio = rotolo a dx; 2 fischi = rotolo a sx; 3 fischi = resto fermo. Varianti: stessa cosa con spinta dietro e spinta in avanti prona.
Parte centrale: a coppie, seduti a breve distanza, ci si passa la palla frontalmente con precisione; esercitarsi nel controllo e nel lancio; aumentare poi la distanza tra la coppia; effettuare esercizi di precisione; lanci a 2 e a 1 mano, lanci con varie altezze. Sensibilizzare alla giusta postura degli arti inferiori, flessi, non incrociati.
A coppie: un discente passa la palla al compagno non in palleggio ma con un lancio a 2 mani, che a sua volta la rimanda in palleggio; l’obiettivo è quello di sensibilizzare all’uso delle braccia per muoversi, senza alzare il bacino, spostandosi a dx, a sx, avanti e indietro velocemente. Dopo 10 passaggi tocca al compagno. Se si notano difficoltà, si può adattare concedendo un rimbalzo a terra che con il tempo viene eliminato. Variante: stesso esercizio con il bagher; bisogna sensibilizzare alla postura corretta, con arti superiori disposti lateralmente.
A gruppi di cinque: l’obiettivo è eseguire 10 passaggi senza far cadere la palla, prima solo di palleggio, poi di palleggio e di bagher. Sfida tra gruppi: chi in 25 secondi riesce a fare 10 passaggi?
A gruppi di quattro: costruire dei mini campi senza rete e giocare 2 contro 2, prima senza passaggi all’interno della propria squadra, poi con passaggi obbligatori. Variante: inserire la rete.
Gioco finale: partita di sitting volley con regole semplificate (rimbalzo, palleggio di controllo).
TERZA LEZIONE: TORBALL
Regole del torball con supporto video. Spiegazione delle disabilità sensoriali e classificazione delle menomazioni visive e uditive.
Attivazione: a coppie: percorso libero in palestra; uno studente, a occhi chiusi, si fa guidare in palestra dal compagno per mano, poi con una corda tenuta da entrambi, poi ascoltandone la voce, sperimentando i vari schemi motori. L’obiettivo è quello di essere sensibilizzati alle sensazioni provate (paure? Fiducia nell’altro?) e provare a riconoscere vari oggetti e attrezzi. Varianti: circuiti da percorrere bendati con un compagno che fa da guida.
Parte centrale: passaggi a coppie in cui uno studente è bendato e l’altro no: lo studente bendato chiama la palla, il compagno definisce le modalità del passaggio (lancio veloce, breve, schiacciato, di dx, di sx, corto, lungo ecc.). L’obiettivo è sensibilizzare al silenzio. Variante: entrambi gli studenti sono bendati e si passano la palla.
Il serpente: a gruppi di 8 ci si passa la palla da torball tutti bendati: chi vince? Varianti: i passaggi avvengono prima da vicino, poi si aumenta la distanza; eseguire i passaggi i piedi; bowling bendati.
Gioco finale: partita di torball adattato 3:3 in campi ridotti con un compagno non bendato che guida e suggerisce l’azione, per poi passare a 5:5.
QUARTA LEZIONE: RAFROBALL
Regole del rafroball: sport integrato simile alla pallamano, dove giocano 5 giocatori, anche con disabilità, con l’obiettivo di fare goal senza contatto. Chi ha la palla in mano deve rispettare la regola dei 3 passi o dei 10’. Le porte, gli spazi e i palloni possono essere adattati ai vari bisogni. Alcuni giocatori possono fare da guida o da tutor per i compagni.
Attivazione: passaggi con varie modalità, da fermi e in movimento; melina a 3; staffette di lanci verso bersagli da distanze diverse.
Parte centrale: un gruppo cerca di colpire con la palla degli oggetti sul terreno, l’altro gruppo, in cerchio, cerca di difenderli. A gruppi in cerchio: passarsi la palla con o senza rimbalzo; gioco 2:3 e 3:3.
Gioco finale: torneo in spazi ridotti 3:3 o 5:5 con il supporto di compagni-guida.
QUINTA LEZIONE: TORNEO tra classi
Sfida a circuito delle 3 discipline proposte
Dopo la spiegazione della mattinata e delle regole condivise delle discipline, le classi vengono divise in gruppi, dove oltre ai giocatori sono presenti studenti guide e arbitri a turnazione. Saranno organizzati 3 campi/stazioni tra palestra e giardino, con rotazione ogni 15’ e pause di 3-5’. Per ogni stazione sarà presente un docente. È necessario un circle time finale per le varie riflessioni e condivisioni.
______________
L'autrice:
Chiara Burgassi è docente di scienze motorie da oltre 20 anni, specializzata nella didattica inclusiva per l’unicità; è Responsabile Regionale scuola FIB dal 2024 e Formatrice FIB per docenti dal 2023. Per la casa editrice G. D’Anna è autrice del libro L’Unicità in movimento pubblicato nel 2026. È Relatrice nei convegni per la formazione docenti con Loescher D’Anna dal 2025 e Relatrice Adisef Prato e Atief-Capdi nel 2024. È Autrice di articoli nella rivista “Educazione fisica” Capdi dal 2024.
Amante del proprio lavoro e sempre alla ricerca di orizzonti di significato.