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Funzioni esecutive e scienze motorie: una proposta per la scuola secondaria di secondo grado

Destinatari: studenti di scuola secondaria di primo grado


Funzioni esecutive e scienze motorie: una proposta per la scuola secondaria di secondo grado

È uno dei temi caldi attorno a cui ruotano il dibattito scientifico e la riflessione didattica su educazione motoria, educazione fisica e scienze motorie e sportive: le funzioni esecutive (FE) sono il complesso dei processi cognitivi superiori elaborati nella corteccia prefrontale che permettono a ogni individuo di pianificare, organizzare, compiere scelte strategiche, focalizzare l’attenzione e memorizzare dettagli.

Secondo il modello classico proposto da Miyake et al., si basano su tre abilità fondamentali:

  • l’inibizione, ovvero la capacità di controllare impulsi, pensieri o comportamenti, permettendo di resistere a tentazioni o a distrazioni; 
  • la memoria di lavoro, ovvero la capacità di mantenere le informazioni nella memoria a breve termine e di manipolarle per poi eseguire istruzioni complesse; 
  • la flessibilità cognitiva, ovvero la capacità di passare da un compito all’altro, di adattarsi ai cambiamenti e di correggere errori. 

Come un direttore d’orchestra, FE correttamente sviluppate permettono lo svolgimento di altri compiti complessi, come la regolazione di comportamenti ed emozioni, l’adattamento a situazioni nuove e il raggiungimento di obiettivi prefissati.

Benché il tema sia diventato caldo di recente, di FE si parla fin dagli anni Ottanta del Novecento, anche se in un campo diverso da quello didattico: questi studi nascono infatti in ambito clinico. In contesti riabilitativi i neuropsicologi hanno potuto verificare che i pazienti che si dedicavano ad attività motorie strutturate non recuperavano soltanto sul piano motorio, ma anche su quello cognitivo.

Oggi, sul piano didattico, le FE assumono un ruolo cruciale soprattutto nella scuola primaria, dove da tempo l’educazione motoria cerca di conquistare il rilievo che merita. È noto a tutti quanto questa disciplina sia fondamentale nell’educazione a uno stile di vita sano e attivo, ma non è altrettanto noto il ruolo che svolge nello sviluppo delle abilità cognitive superiori delle bambine e dei bambini: la neuropsicologia clinica ha fornito le basi scientifiche per dimostrare che l’attività motoria strutturata e il gioco sono fondamentali in età evolutiva in quanto concorrono allo sviluppo armonico non solo del corpo, ma anche della mente, stimolando l’attenzione, la concentrazione, il controllo emozionale e, di conseguenza, anche la costruzione di un metodo nello studio.

Alla scuola primaria le attività motorie dovrebbero favorire lo sviluppo del controllo inibitorio, insegnando a bambine e a bambini a frenare l’impulso ad agire nel momento richiesto e stimolando, conseguentemente, l’attenzione.

Alla scuola secondaria di primo e secondo grado attività motorie, giochi e sport dovrebbero favorire lo sviluppo delle FE fondamentali e secondarie con lo scopo di migliorare l’apprendimento motorio e incoraggiare il conseguimento del successo scolastico, tenendo sempre in considerazione le capacità da cui partono ogni allieva e allievo:

  • la pratica degli sport individuali, per esempio, serve a incentivare il controllo inibitorio e la concentrazione mentale;
  • gli sport di squadra, con le loro dinamiche imprevedibili, favoriscono la flessibilità cognitiva;
  • le attività aerobiche, come la corsa e il nuoto, stimolano la memoria di lavoro, favoriscono la gestione emotiva e diminuiscono lo stress.

A un livello ancora superiore, le FE insegnano agli adolescenti che praticano sport a livello agonistico a monitorare l’ambiente, a gestire le emozioni, a prendere decisioni rapide (problem solving) e ad adattarsi a situazioni mutevoli (flessibilità cognitiva), migliorando in definitiva la propria performance sportiva. Atleti con FE migliori mostrano di avere capacità superiori di elaborazione delle informazioni.

Nella scuola secondaria di secondo grado i docenti possono proporre esercizi, circuiti e giochi che utilizzano il sistema del Total Physical Response (TPR). Questo sistema didattico, nato negli anni Sessanta del Novecento, si basa sulla sincronia fra comando verbale e azione motoria per stimolare l’apprendimento di una nuova lingua, ma ha una sua efficacia anche nello sviluppo delle funzioni esecutive fondamentali e secondarie.

Nel TPR un compito motorio come una sequenza di giocoleria si fa più complesso nel momento in cui deve essere attivato, interrotto o modificato in base a un comando verbale dato dal docente o da un compagno in lingua straniera. È evidente che questo sistema implica un coinvolgimento cognitivo importante: la studentessa e lo studente, oltre a svolgere il compito motorio richiesto, dovranno memorizzare le istruzioni, attivare e inibire il gesto in base all’istruzione fornita e saper organizzare il compito in una sequenza ordinata e prestabilita.

Per sperimentare il Total Physical Response, i docenti possono utilizzare le schede dedicate che la G. D’Anna Casa editrice ha pubblicato sul manuale Professione sport (di Zocca, Sbragi, Gulisano, Manetti, Marella, Cervellati).

Bibliografia

P. Calussi, Le funzioni esecutive in età evolutiva e il loro ruolo nello sport, in https://www.psicoterapia-cognitiva.it/le-funzioni-esecutive-in-eta-evolutiva-e-il-loro-ruolo-nello-sport/ (aprile 2026).

G. Giovannelli, Le funzioni esecutive e lo sport, in https://www.ilcorrieresportivoaprilia.it/le-funzioni-esecutive-e-lo-sport/ (aprile 2026).

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