Dimensioni della persona
Nelle Indicazioni del 2012 l’educazione fisica doveva promuovere in maniera prioritaria, abilità motorie e sportive. Le Indicazioni del 2025, invece, hanno spostato l’attenzione sul suo ruolo di strumento educativo globale, in ottica interdisciplinare anche con le discipline STEM.
L’educazione fisica e motoria studiano il corpo e il movimento umano attraverso l’interazione tra le dimensioni corporea, cognitiva (porsi problemi, risolverli con pensiero divergente, migliorare attenzione e concentrazione), emotivo-relazionale (ora maggiormente enfatizzata: la disciplina diventa mezzo di apprendimento meta-emotivo, di controllo e gestione delle proprie emozioni e conflitti), sociale (come mezzo di interazione che promuove autoefficacia e responsabilità).
Nelle nuove Indicazioni non conta soltanto educare al risultato motorio o al gesto tecnico prestativo; è fondamentale percepirsi in movimento, modificando il pattern stesso, in base alla propria unicità e alla propria attuazione del gesto, ad attitudini ed esperienze. Il movimento viene inteso nelle sue modalità: espressione di sé attraverso la cinesica e prossemica (espressione), come studio del movimento nelle varie attività fisico-motorie, (motorio) e come abilità motorie acquisite in varie esperienze motorie plurali (sportivo).
L’alfabetizzazione fisico-motoria è il veicolo per promuovere inclusione, incentrata sulla cultura del rispetto, dell’incontro che diventa poi confronto, scambio, accettazione e accoglienza dell’altro promuovendo la responsabilità civile.
Strumenti digitali
Un’attenzione sempre più importante viene rivolta all’uso di strumenti digitali, non solo per discenti con fragilità, ma per motivare maggiormente, per conoscere la funzionalità del proprio corpo (con app per dati biometrici, passi, consumo calorico, intensità del gesto, cardiofrequenzimetri) e per monitorare i propri progressi (GPS per l’analisi dell’orientamento spaziale, analisi video). Nelle nuove Indicazioni l’utilizzo di questi strumenti viene visto come supporto al discente, che non esegue in modo passivo ma co-progetta, decidendo e analizzando i vari dati, ad esempio, ottenendo un feedback da un’app su un gesto errato o su un fallo durante il gioco. Sviluppare competenze digitali significa usare consapevolmente nuovi strumenti, analizzare dati e fonti, ed esercitare pensiero critico verso i media. Per la prima volta, infatti, vengono introdotte riflessioni sui possibili danni generati dai modelli socio-culturali odierni sul concetto di “corpo”, e amplificati dai vari social, app e tecnologie specifiche, in una fase così delicata e fragile di costruzione della propria immagine. La nostra disciplina in questo ambito ha un valore enorme, non solo grazie all’educazione affettiva (“educazione del cuore”), ma come strumento educativo di interazione, in quanto incoraggia alla consapevolezza corporea, all’accettazione di sé e all’abbattimento di stereotipi.
Suggerimenti metodologici e conoscenze
Molti docenti hanno sollevato obiezioni riguardanti il contrasto tra l’art. 33 della Costituzione e i suggerimenti sulla metodologia ed i contenuti insiti nelle nuove Indicazioni. Personalmente non percepisco questa spinta prescrittiva, poiché a mio avviso, le Indicazioni sono e rimangono un quadro di riferimento ed il docente, nel contesto dell’autonomia, è libero di progettare percorsi flessibili e adattabili ai vari contesti classe, per raggiungere le competenze attese e gli OSA. Il testo indica cosa i discenti dovrebbero “sapere” e “sapere fare" al termine di un percorso e lascia alla scuola il compito di tradurre le indicazioni nel proprio curricolo, anima del PTOF. Vedo i suggerimenti di metodologie induttive attive e l’esplicitazione di alcune conoscenze come contenuti (non prescrittive), un aiuto per i docenti, uno spunto di riflessione per superare la frammentazione nozionistica del sapere, ancora molto presente. Suggerimenti per una transizione che non è solo una scelta pedagogica, ma un’urgenza in linea con una realtà giovanile diversa e in difficoltà, dove la scuola possa diventare uno spazio di opportunità e di crescita per tutti, in linea con il Tfu1.
Valutazione
Interessante il focus sulla valutazione, che concorre alla costruzione della personalità del discente e viene dichiarata come atto pedagogico che orientano il docente e l’alunno nel percorso di formazione. La valutazione non deve solo misurare, ma evidenziare percorso, potenzialità, limiti, accompagnando lo studente nell’acquisizione della consapevolezza di sé e il docente nella costruzione di percorsi di sapere significativi.
Note
1Tfu: modello didattico sviluppato ad Harvard negli anni 1990; supera il concetto di educazione, formazione, istruzione come memorizzazione di conoscenze ed evidenzia la necessità di saperi interiorizzati e riletti da ogni discente.
Bibliografia
Decreto Ministeriale 9 dicembre 2025 n. 221
Alberto Damasio, L’errore di Cartesio, 1994.
Sitografia
www.orizzontescuola.it
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L'autrice
Chiara Burgassi è docente di scienze motorie da oltre 20 anni, specializzata nella didattica inclusiva per l’unicità; è Responsabile Regionale scuola FIB dal 2024 e Formatrice FIB per docenti dal 2023. Per la casa editrice G. D’Anna è autrice del libro L’Unicità in movimento, pubblicato nel 2026. È Relatrice nei convegni per la formazione docenti con Loescher D'Anna dal 2025 e Relatrice Adisef Prato e Capdi dal 2024. Amante del proprio lavoro e sempre alla ricerca di orizzonti di significato.